THE ART OF SELLING A BAG di Marco Morosini

THE ART OF SELLING A BAG di Marco Morosini

Un film, un documentario, un cortometraggio, una ricerca sull'incontro tra arte, design e business

“The art of Selling a bag” è un film-documentario di Marco Morosini, fondatore del marchio Brandina The Original, il progetto creativo legato al tessuto dei lettini da mare della riviera italiana e dai concetti che ne hanno ispirato la nascita, per divenire già da subito una digressione su cosa significa oggi lanciare sul mercato un prodotto fashion e la differenza che esiste tra produrre una merce e realizzare un marchio che ha dietro un’idea.


Il film non è un monologo, è anzi uno scambio, una danza, in cui si alternano opinioni, relatori e punti di vista, dalla cattedra alla strada.

Quello che si fa quando si mette sul mercato un nuovo prodotto è “arte o commercio? È business, è marketing o è estetica?”
Il tema viene messo sotto l’obiettivo, diviso in spezzoni, per dare origine ad una narrazione in cui non c’è una morale unica finale. Ognuno trae il suo messaggio.
Perché la creatività è un impulso. Il risultato dipende da come rispondi tu a quello stimolo.

Interviste esclusive nel film documentario


Nel film documentario ci sono interviste esclusive a critici d'arte, collezionisti, direttori di musei tra cui Andrea Ugolini (collezionista), Oliviero Toscani (fotografo), Renzo di Renzo (docente marketing culturale Led-Milano), Antonio Ghini (direttore Musei Ferrari di Modena e Maranello), Alessandro Dal Lago (sociologo), Enzo Cannaviello (gallerista), Achille Bonito Oliva (critico d'arte), Davide Serra (fondatore del fondo Algebris), Vittorio Sgarbi (critico d'arte).


Citazioni dal film “Art of Selling a Bag”


“Sto cercando di affrontare questo mondo dell’arte, non realizzando semplicemente un’opera, ma inserirla all’interno di un contesto, che è strettamente legato al commerciale”.
Marco Morosini, 5.37”

“Voglio trovare un trans nero. Invitarlo in studio e fargli una fotografia. Voglio creare
un’immagine che si fa fatica a guardare. Ogni segno rappresenta un mondo. Quando non ci scandalizzeremo più, vorrà dire che saremo evoluti”.
Marco Morosini, 7.25”

“Nel mondo moderno purtroppo viene sempre più legata l’opera d’arte al valore economico.
Spesso i quadri sono assegni attaccati alla parete”.
Andrea Ugolini, 9.55”


“Il tema del nostro tempo è il tema dell’autorità del nome.
Possiamo avere uno che nell’ombra produce e uno che nella luce firma. Il sistema di produzione era legato alla manualità dell’artista.
L’autentico che prescinde dall’autografo. L’autenticità di una cosa è legata solo al nome, non al fatto che l’abbia fatta.
Questo è il tema così forte dell’arte contemporanea che ha sovvertito i criteri di autografia, di produzione, di manualità ed ha introdotto come egemone il tema di autenticità.
Autentico è ciò io che decido che sia mio”.
Vittorio Sgarbi, 21.40”


“Nel sistema dell’arte di oggi c’è la divisione del lavoro intellettuale.
L’artista che crea, il critico che riflette, il gallerista che espone, il collezionista che tesorizza, i musei che storicizzano, i media che celebrano, il pubblico che contempla.
Questo ha sviluppato una sorta di superArte, l’arte Contemporanea, che parte già con prezzi fuori dalla norma, proprio perché ripaga tutti i soggetti del sistema dell’arte, che con propria autonomia sviluppano un lavoro di visibilità e di valorizzazione del contemporaneo”.
Achille Bonito Oliva, 23.36”


“In questa epoca il valore economico diventa parte del valore estetico, integrante e integrata,
dichiarata. E’ come se ci fosse un giudizio a monte dell’economia sull’opera”.
Achille Bonito Oliva, 25.14”


“Arte e mercato sono due realtà simbiotiche, osmotiche.
Questo da quando gli artisti hanno smesso di lavorare solo per committenti ed hanno venduto la loro merce sul mercato, una merce particolarissima: è puro valore di scambio, è la merce pura per eccellenza”.
Alessandro Dal Lago, 25.42”


“Si può persino diventare famosi senza esistere. La storia dell’arte è piena di artisti che non sono mai esistiti, ma non per questo sono fuori dal mercato.
Uno dei miei preferiti è un artista inglese, un po’ anomalo, degli anni ‘50. Ha avuto un mecenate che ha riconosciuto il suo talento e lo ha molto aiutato. Dall’Europa ha fatto il salto in America. Uno stile un pò pollockiano. L’artista di cui parlo, le cui opere sono
interassantissime, era uno scimpanzé, si chiamava Congo, ha esposto in diversi musei importanti in Inghilterra, diventato famoso in America, in collettive in quelle che potremmo definire Monkey art. Ha creato in qualche modo un movimento.
E’ un artista a tutto gli effetti.”
Serena Giordano, 27.14’’


“L’artista è colui che segna la storia”.
Luigi Carboni, 30.26”


“Il rapporto fra arte e potere è un rapporto antichissimo. Il potere ha bisogno dell’arte per potersi imporre. E l’arte ha bisogno del potere per potersi esprimere.
Sta nella vera arte saper trascendere l’interesse anche economico di chi è committente.
L’artista ti porta in uno spazio dove la morale non c’è più“.
L’arte non viaggia con la morale”.
Oliviero Toscani, 30.59”


“Più il consenso è largo, più diventa politicamente corretto.
L’arte deve andare a toccare dove non hai il coraggio, le capacità, il talento, di andarci da solo.
Il grande artista è colui che ti prende per mano e ti porta in uno spazio e ti fa capire altre
cose che da solo non saresti capace di vedere”.
Oliviero Toscani, 32.27”


“Per me rendermi libero, vuol dire liberarmi: incatenarmi ad un progetto e mi libero dal dubbio: di essere stupido, di essere pigro, di non aver talento, di non avere voglia, di non avere la capacità. Mi voglio confrontare e liberarmi di tutti i complessi che noi abbiamo.
L’artista, per ottenere questa libertà, deve arricchire il suo committente. Di potere, di prestigio. di presenza.
Più dimostri questo, più sarai libero”.
Oliviero Toscani, 34.20” e 35.18”


“Dedicare del tempo all’immaginazione, al sogno, all’impossibile, è molto importante. Quante persone pensano che dedicare del tempo all’immaginazione sia importante? Pochi, nessuno.
E’ così impegnativo a livello artistico, che pochi lo sanno fare”.
Oliviero Toscani, 39.00”

Hanno partecipato alla realizzazione del film documentario
(in ordine di apparizione)

Marco Morosini
Julio Cesar Francisco
Federico Ciavarini
Lorenzo Filippini
Loris Garavaglia
Paolo Gerani
Renzo di Renzo
Riccardo Gili
Marco Livi
Andrea Ugolini
Antonio Ghini
Luigi Carboni
Margherita Morosini
Barbara Marcolini
Vittorio Sgarbi
Julia Anapolis
Achille Bonito Oliva
Enzo Cannaviello
Alessandro Dal Lago
Serena Giordano
Davide Serra
Oliviero Toscani
Antonia Bologna